giovedì 19 maggio 2016

Laboratori per il Javari e promemoria corso di formazione Croazia

Ciao, eccoci di nuovo tornati a scrivere sul blog!
Queste settimane non ci siamo fatti sentire ma abbiamo comunque portato avanti i nostri incontri, i laboratori per il Javarì e l'attività di supporto al centro diurno "Il Germoglio" (entrambi sempre a Gualdo Tadino) .
I nostri amici gualdesi ci stanno dando un costante aiuto a realizzare il materiale la cui vendita permetterà di ricavare una somma per le nostre missioni nel Javarì.





Cogliamo l'occasione per ricordare l'appuntamento del 4 e 5 giugno presso la Domus Laetitiae "Il BENE si fa BENE", in collaborazione con l'associazione Il Giardino delle Rose Blu, atto a preparare tutti coloro che partiranno per Gornja Bistra.

Vi auguriamo un buon weekend e vi salutiamo.

I Ra.Mi

domenica 1 maggio 2016

30/04/2016 CENA SOLIDALE, RACCONTI E MUSICA

Siamo giunti al termine di una fantastica giornata firmata Ra.Mi.
Oggi pomeriggio abbiamo aiutato i nostri amici di Gualdo Tadino ad andare avanti con i loro lavori ai laboratori per il Javarì. Questa sera invece abbiamo cenato insieme alle radici storiche dei Ra.Mi e non solo al centro San Michele di Bastia Umbra, dove Elaine e Tommaso,fondatori della casa di accoglienza "O Pequeno Nazareno" di Manaus hanno reso partecipe il gruppo delle loro iniziative in Amazzonia (prima fra tutte, l'ospitalità per bambini e ragazzi di strada), lanciando la sfida ai ragazzi che partiranno a Luglio di aiutare e contribuire alla riuscita del progetto.

Buon Weekend,

i Ra.Mi.








domenica 24 aprile 2016

INCONTRO CON ELAINE E TOMMASO - Sabato 30 Aprile 2016


Cari Amici, 
sabato prossimo 30 Aprile avremo il piacere di avere con noi, direttamente dall'Amazonia, i nostri amici Elaine e Tommaso.
L'appuntamento è per le ore 20 presso il centro S. Michele di Bastia Umbra, dove terremo una cena il cui ricavato sarà destinato proprio al progetto casa accoglienza"O Pequeno Nazareno" per i ragazzi che vivono in strada.

Il costo della cena è di € 15,00 e le adesioni vanno mandate entro giovedì 28 Aprile ai seguenti numeri (anche WathsApp): Alessio 328 893 8898, Andrea 334 958 8796, Eleonora 339 304 7245 Raffaele 338 58 46 176 o mandando una mail a info@ragazzimissionari.it.

Dopo la cena Elaine e Tommaso ci racconteranno del progetto che stanno portando avanti con la casa di accoglienza.

Ma chi sono Elaine e Tommaso?
Per chi non li conoscesse ve li presentiamo attraverso una loro lettera.

Lettera da Tommaso e Elaine:
Cari Ra.Mi e Amici,

sentiamo molto forte la vostra vicinanza e noi ricambiamo sentendoci in piena comunione con voi; sin dall´inizio i Rami ci hanno incoraggiati a seguire questa missione che dà nuove speranze agli adolescenti che per infinite ragioni sono finiti a vivere in strada e a sopravvivere rubando, sniffando, vendendo il loro corpo.

Qui nell'Amazzonia, a Manaus, il progetto della casa accoglienza Piccolo Nazareno continua alla grande; è passato meno di un anno dalla vostra ultima visita; qui sono cambiate molte cose meno che il nostro spirito. Oggi nella casa ci sono 11 ragazzi tra gli 11 e 17 anni, alcuni li conoscete, altri sono arrivati dopo il vostro passaggio.

Nella casa del Piccolo Nazareno non c´è molto spazio, ma abbiamo cercato di usare al massimo quello che abbiamo; siamo riusciti a ricavare un piccolo campo da calcio con le porte, più la rete da pallavolo. Tutti i pomeriggi fanno allenamento, cosi riescono a spendere un po di energie; è una conquista molto bella per la nostra casa.

Un nostro desiderio è quello di terminare questo spazio ludico/ricreativo, alzando due muri dietro le porte e chiudendo con una rete lateralmente per evitare che i palloni escano; montando dei piccoli riflettori per fare attività la sera.
E' diventato uno spazio indispensabile per noi, penso che sarà un altro bel progetto da condividere coi Rami.

Un grande abbraccio.
Tommaso e Elaine











venerdì 22 aprile 2016

Laboratori per il Javarì - 22 Aprile 2016

Siamo appena tornati dall'oratorio Don Bosco di Gualdo Tadino, dove anche oggi si sono svolti i laboratori per il Javarì. Postiamo alcune foto del pomeriggio passato insieme ai nostri amici di Gualdo, Palazzo Ceccoli e Rigali.
Buon Weekend da tutti i Ra.Mi!








mercoledì 20 aprile 2016

INCONTRO - Martedì 19 Aprile 2016


Dopo essere andati a Gualdo Tadino per trascorrere un bellissimo pomeriggio presso il centro diurno "Il Germoglio"(attività proposta tutti i martedì pomeriggio, aperta a Ra.Mi e non), il gruppo si è riunito in serata presso la sede (Domus Laetitiae di Assisi). Fulcro dell'incontro guidato da Frei Carlos è stato il concetto di misericordia, rivolta non solo all'esterno (e quindi agli altri), ma anche verso le parti di noi che accettiamo con più difficoltà: solo attraverso questa virtù ciò che appariva amaro diventerà all'improvviso più dolce e gradevole. Frei Carlos si è poi soffermato sull'episodio dell'incontro tra San Francesco e i lebbrosi per offrire un esempio pratico utile a comprendere tutta la riflessione. Non è mancato il consueto momento di condivisione, in cui chi desidera partecipare attivamente al dibattito esprime i propri dubbi e/o punti di vista.
All'indirizzo
http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/13947_San_Francesco_e_il_lebbroso.php
potete trovare una più dettagliata riflessione dello storico Felice Acrocca su San Francesco e la misericordia.
Buona settimana!

I Ra.Mi

sabato 16 aprile 2016

LABORATORI PER IL JAVARI - 16 Aprile 2016

Scriviamo questo post direttamente da Gualdo Tadino, dove hanno preso il via ancora una volta i laboratori "Giovani per il Javarì". Protagonisti, oltre ai Ra.Mi, i ragazzi di Gualdo che stanno dimostrando sempre più interesse. I laboratori si svolgono presso l'Oratorio Don Bosco di Gualdo, dove tra un lavoro e l'altro non mancano mai divertimento e riflessione. Restate collegati e ne saprete di più!

I Ra.Mi















venerdì 15 aprile 2016

....dove eravamo rimasti?

Quattro anni fa questo blog ha congedato "le vecchie guardie", le grandi persone che hanno fatto nascere e crescere i Ra.Mi, in favore di "rametti" verdi ancora teneri, ma grintosi e capaci di trarre gli insegnamenti che la vita offre loro. Quattro anni di blog inattivo non significa però che i RaMi hanno smesso di crescere: nuove esperienze, persone ed opportunità hanno regalato all'associazione la forza e il coraggio di andare avanti senza fermarsi ed ora eccoci qui di nuovo in pista!
Di cose in questo tempo ne sono successe veramente tante, al punto che un singolo post non renderebbe l'idea. Restate quindi connessi al nostro blog, dove piano piano ricostruiremo il nostro diario e vi terremo aggiornati sugli ultimi sviluppi dell'associazione.

Buona navigazione,

I RaM(ett)i.


martedì 4 dicembre 2012

Incontro Ra.Mi. - 4 DICEMBRE 2012

"Alle radici della Fede"



- Il Credo - 




(2° incontro di spiritualità - un obiettivo chiaro, un progetto preciso, un'azione convinta) 

 

1° PARTE: CATECHESI

In questo incontro si proseguirà con il secondo concetto fondamentale (dopo “Io Credo”, approfondito nel primo incontro) del “Credo”: “Dio Padre Onnipotente”.

Gli uomini che hanno scritto questa preghiera hanno posto la loro fiducia sulla parola di Dio, la qual si compie in un determinato periodo storico, in una determinata regione e tramite una determinata persona: Gesù. Questi uomini hanno vissuto accanto a Gesù e hanno creduto che in quella carne, la carne di Cristo, c’era Dio: un atto di fede,così come noi, oggi, crediamo che la “Sacra Scrittura” non è semplice scrittura, ma è Dio, o meglio presenza di Dio; lo stesso vale per i Sacramenti, noi crediamo che l’Eucarestia non è un semplice pezzo di pane ma Dio.Così accadde agli apostoli quando incontrarono Gesù.

In questo atto di fede sta la fiducia nelle parole di Gesù e nelle sue azioni, attraverso le quali ci parla di Dio e ci racconta che il nostro Dio proveniva da una Rivelazione fatta al popolo d’Israele. E’come dire che attraverso i Vangeli possiamo ritornare al Primo Testamento da cui sappiamo che il nostro Dio è un Dio solo.

Se guardiamo all’antico testamento e al popolo ebraico dell’epoca scopriamo che c’erano tanti sensi religiosi e quindi tanti Dei, addirittura tra loro in lotta.

Gesù invece ci racconta che c’è un solo Dio ed è quello che si rivelò ad Abramo (quindi la fede cristiana non può essere letta senza quella ebraica) e che la fede ebraica è una fede monoteista, Dio è uno solo. Questo Dio è uno solo, ma non è un Dio egoista, anzi si avvicina all’uomo rivelandosi a lui, venendo incontro a lui, che lo ha creato a sua immagine per donargli il suo amore.

Dio, nel suo altruismo, decide di volersi relazionare con l’uomo e si rivela ad Abramo con delle affermazioni di enorme speranza, benedicendo Abramo e dicendogli che la sua discendenza sarà numerosa come le “stelle del cielo”.

Il tema della relazione è centrale: tutti sentiamo la paura di restare soli e quindi l’esigenza di avere qualcuno accanto, Dio con le sue parole rassicura Abramo dicendogli che sarà sempre accanto a lui.

Si giunge così alla domanda fondamentale, ovvero perché non possiamo essere soli? Dio è il primo a volersi relazionare con noi e a rivelarci la strada che porta alla felicità. “La felicità non è vera se non è condivisa”, come scrive Dostoevskij. La strada è data dalle sue dieci parole, che noi conosciamo come i Dieci Comandamenti.

Dio scelse Mosè come tramite per far conoscere i Dieci comandamenti e liberare gli ebrei dagli egiziani; l’Egitto è il simbolo di idoli che non sostengono, non portano avanti la nostra vita, non sono autori della nostra esistenza, anzi ci opprimono. Questo accade ogni qualvolta anteponiamo una persona, una cosa, un’attività a Dio: c’è oppressione, facciamo diventare Dio ciò che non è Dio.

Dio si è fatto uomo per insegnarci l’amore, non inteso come eros e quindi come semplice possesso, ma in un senso più elevato, come “agapè”, cioè l’offerta totale di sé, la gratuità del donarsi, dell’amore, mettendosi nei panni dell’altro.

Non solo Dio è unico ma Padre, questo comporta la presenza di un figlio, cioè Gesù,e ci riconduce al concetto di Trinità, di un Dio uno e trino: Padre Figlio e Spirito Santo. Non si tratta di una somma (Dio è comunque uno), la Trinità va intesa nel senso di un interscambio: dal Padre al Figlio, attraverso lo Spirito Santo per donare a noi il suo amore. Da qui l’importanza della relazione, perché l’amore non è un qualcosa di statico, è dinamico, spinge verso l’esterno e si manifesta nel donarsi. San Giovanni afferma che noi abbiamo la possibilità di voler bene all’altro, perché qualcuno dal principio ci ha fatto questo dono: “noi amiamo perché Dio ci ha amati per primi”, ed è questo che ci spinge verso l’altro e ci rende tristi se non abbiamo la possibilità di donarci all’altro, restando chiusi in noi stessi, noi siamo relazione, siamo nati per offrirci all’altro.

Infine Dio è onnipotente, egli può tutto, ha creato il mondo, ha creato l’uomo. E’ per la sua onnipotenza che l’angelo Lucifero si è ribellato a lui, perché non l’accettava, ma la sua onnipotenza è legata alla bontà, per questo ha sempre cercato l’uomo e si è fatto carne per farsi comprendere meglio. 

 

2° PARTE: SPUNTI DI RIFLESSIONE

Partendo da un’opera intitolata “Il sogno di un uomo ridicolo”, così scrive Dostoevskij: “…dirò di più, sia pure che ciò non si realizzi mai e che non venga il paradiso, ma io continuerò a predicare lo stesso e intanto, come questo è semplice, in un solo giorno, in un ora sola, tutto potrebbe realizzarsi…”.
Tutto potrebbe realizzarsi quindi aspetto, resto fermo; la domanda allora può essere questa: perché rimanere in attesa? Si potrebbe, così, arrivare a pensare che siamo schiavi di Dio che, in quanto onnipotente, tutto può, potendo solo aspettare che la sua promessa si realizzi, piuttosto che porsi di fronte alla vita con coraggio e audacia, non considerando altro all’infuori di sé, essere Dio si sé stesso.
Ancora: perché Dio e non il caso? Credere, cioè, che esistiamo perché così vuole Dio piuttosto che pensare di esistere in un determinato spazio e tempo per pura casualità o meglio in base alle sole leggi della natura.  
Perché Dio onnipotente ci ha creati imperfetti e, andando ancora più a fondo, perché nella sua bontà permette la sofferenza, il male?


martedì 27 novembre 2012

Incontro Ra.Mi. - 27 NOVEMBRE 2012

"Io sono colloquio"


Comunicazione e comportamento

(2° incontro del corso di formazione Ra.Mi.) 

 

 

Scrittura Creativa



Quando si svolge attività nel sociale, le tante esperienze che ci si trova a vivere vengono, ad un certo punto, a sovrapporsi, di conseguenza diventa difficile anche riuscire a distinguere l’emozione provata in una situazione piuttosto che in un'altra: paradossalmente l’altra faccia dell’altruismo che si manifesta nell’incontro continuativo con l’altro consiste nel cadere in un circuito di sedazione, ovvero in uno stato di distacco dai propri bisogni e dalle proprie emozioni del qui e ora in quanto disorientati dalla consapevolezza del quanto nel sociale ci sia bisogno di aiuto.

E’ necessario, per superare questo stato, consapevolizzare i nostri limiti in modo da renderci utili all’altro e instaurare un rapporto d’aiuto proficuo senza perdere il contatto con i nostri bisogni, questo perché per accogliere l’altro devo prima conoscere me stesso.
La scrittura creativa serve proprio a questo: riprendere contatto con i propri bisogni ed emozioni partendo da semplici esercizi come “mi piace - non mi piace” svolto lo scorso incontro o come la favolistica e il racconto su cui si lavorerà che sono molto efficaci come restituzione del concreto. Ognuno di questi lavori è una traccia che lasciamo più o meno consapevolmente e che parla in ogni caso di noi e della nostra storia, soprattutto di quella parte che non abbiamo fatto parlare.
Nascondere una parte di sé è un fenomeno che si realizza quando ci troviamo vincolati dalle aspettative dell’altro verso di noi ( ad es. se sono considerato dall’altro una persona profondamente altruista che non dirà mai di no sarò ancora più portato ad essere sempre e comunque disponibile) che condizionano il nostro modo d’essere.
Riprendendo i concetti già accennati nello scorso ciclo d’incontri, sappiamo che uno degli assiomi della comunicazione è che è IMPOSSIBILE NON COMUNICARE; infatti, i nostri gesti, la nostra postura e la nostra espressione già di per se trasmettono qualcosa di me all’altro, anzi la nostra comunicazione è per il 60-80% (a seconda delle scuole) non verbale.


Parte Esperienziale


1° fase: Silvia chiede ai partecipanti dell'incontro di prendere carta e penna, e di scrivere, bello grande e in maiuscolo, dall'alto in basso del foglio, il proprio nome. Una volta fatto, ci dà la consegna di scrivere, per ogni lettera del proprio nome, una parola che ci rappresenti, la prima che ci viene in mente. Tempo 10min, con accompagnamento musicale.


2° fase: Silvia chiede di scegliere un compagno e successivamente di posizionarsi uno davanti l'altro. La consegna è di scambiarsi i fogli con l'acrostico del proprio nome, osservarsi per un po di tempo  ed infine scrivere per ogni lettera del nome del compagno una parola che lo rappresenti. Tempo 10min, con accompagnamento musicale.

3°fase: Silvia chiede di restituire il foglio al possessore originario e - per chi lo volesse fare - di leggere ciò che l'altro ha scritto. L'esperienziale si conclude ringraziando il compagno che ha condiviso l'esercizio.